Fisioterapia a Roma


NEWS - Lazio. Arsenico nell'acqua.

Cancro, lesioni cutanee, danni al sistema nervoso. Sono alcuni dei rischi a cui, secondo l'Oms, incorre chi beve acqua con un'alta concentrazione di arsenico. Il ministro della Salute ieri è tornato a sollecitare la presidente della Regione ad adottare “con urgenza ogni misura” per far fronte all’allarme nel viterbese.

E' scaduta il 31 dicembre la deroga alla legge sulle acque potabili che dava la possibilità di posticipare l’adeguamento di alcuni parametri nei Comuni che non riuscivano a rispettarli. E così, dal 1° gennaio 2013, i cittadini del Lazio, e in particolare del viterbese, non possono più utilizzare l’acqua del rubinetto perché contiene arsenico e fluoruro in quantità superiori ai limiti stabiliti dalla legge. Ma deroga o non deroga, il vero problema sta nei rischi per la salute legati al consumo di acqua all'arsenico da parte dei cittadini. Un allarme lanciato nei giorni scorsi anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che dal proprio sito spiega come “un'esposizione prolungata nel tempo all'arsenico contenuto nell'acqua e nel cibo possa causare cancro, lesioni cutanee, malattie cardiovascolari, effetti sullo sviluppo, danni al sistema nervoso e diabete”.

La situazione preoccupa anche il ministero della Salute, che oggi è tornato a chiedere l’intervento delle istituzioni regionali. In un colloqui svolto oggi il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha infatti sollecitato la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ad “adottare con urgenza ogni misura per far fronte ai disagi della popolazione in seguito all'emergenza che si è determinata in alcuni territori della Regione a causa delle concentrazioni nelle acque destinate al consumo umano di arsenico e/o di fluoro superiori ai limiti di cui al Decreto legislativo 31/2001”, come spiega una nota del ministero della Salute. Che ricorda come il Ministero abbia già nei sei mesi scorsi “più volte inviato la Regione ad occuparsi della vicenda in vista della scadenza dei provvedimenti di deroga, con note scritte che non hanno avuto una risposta pienamente rassicurante sulle iniziative intraprese”.

Il Ministero della Salute, sulla base di un parere del Consiglio Superiore della Sanità del 19 dicembre scorso, ha sollecitato la Regione Lazio ad adottare gli interventi necessari affinché l'acqua distribuita risponda ai requisiti di conformità e ha richiamato l'attenzione circa l'obbligo di fornire alla popolazione interessata informazioni esaustive sull'acqua erogata, in particolare sulle limitazioni d'uso e sulle precauzioni da adottare per quella che supera i limiti imposti. Il 20 dicembre ha ribadito alla Regione Lazio l'urgenza di adottare piani di emergenza per garantire la fornitura d'acqua alla popolazione dopo la scadenza degli ultimi provvedimenti di deroga concedibili in base alla normativa vigente.

Nella nota il Ministero ricorda anche che i provvedimenti di deroga, chiesti e ottenuti dalla Regione Lazio, da ultimo alla Commissione Europea per tramite del Ministero della Salute, prevedevano, come parte integrante della richiesta, “un rigoroso cronoprogramma per il rientro delle acque nei parametri di conformità che non risulta pienamente realizzato alla data del 31 dicembre 2012”.

Tratto da  http://www.quotidianosanita.it